CHE TIPO DI PERSONA TI E’ ACCANTO ?

Condividi
Ci sono persone a cui sei accanto ma che ti vivono come parte della loro vita. Tu rimani li anche se non ci sei e ti cercano, in maniera semplice ma concreta, non per possesso ma perché le completi, ne hanno piacere…sentono che sei unico, che sei importante, e sanno che le senti anche tu come tali. Nelle difficoltà e nei dubbi, nei momenti di gioia e nel buio. Senza proclami di eternità, senza clamori o esibizione…anche senza i “ti amo”…perché te lo leggono negli occhi.

Poi ci sono persone a cui sei accanto allo stesso modo. Ma sei come un temporale estivo. Rinfrescante, tonificante…hanno piacere di bagnarsi in quel mare d’amore, lo cercano col viso, col corpo, col brivido dell’emozione. Ma riempiono solo un vuoto. Lo gridano, lo mostrano, lo scrivono…ma le gocce poi si asciugano…l’acqua scorre…e si scaldano di nuovo in altre forme, in altri modi, con altra pelle. In attesa della prossima stagione, della prossima pioggia. E non importa se quelle gocce sono vite….gli basta solo placare la sete che hanno dentro.

(Riflessioni pervenute da un seguace della pagina fb del Dottor Roberto Cavaliere )

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

QUAL’E’ LA “LETTERA” DELLA VOSTRA RELAZIONE ?

Condividi

Lo studioso Gugliemo Gulotta, nel libro “Commedie e drammi nel matrimonio” edito da Feltrinelli, propone una classificazione del matrimonio, o delle relazioni in generale, siglando con le lettere dell’alfabeto A, H, O, S, V, X, Y, I

  • La relazione “A” è quella che inizia con una certa distanza tra i partner (ad esempio una relazione d’interesse) ma pian piano si sono avvicinati grazie ad un vincolo comune (il trattino della A) come un figlio o un progetto o interesse forte in comune.
  • Nella relazione “H” la situazione iniziale è come quella della relazione A ma nonostante il subentrare di un tratto in comune, la distanza tra loro permane.
  • La relazione “O” caratterizza una relazione dove i partner si rincorrono senza mai incontrarsi, girando a vuoto.
    Nella relazione “S” i partner cercano di adattarsi l’un l’altro ma non riescono ad avere una situazione migliori di quella di partenza.
  • La relazione “V” caratterizza una relazione che parte con una fusione iniziale ma poi aumenta la distanza.
  • Nella relazione “Y” la situazione è la stessa della relazione “V” ma la fusione iniziale dura di più.
  • Nella relazione “X” il primo periodo corrisponde a quello del matrimonio “A”, ma dopo un periodo di riunione i partner si allontanano di nuovo.
  • Nella relazione “I” si procede bene dall’inizio alla fine.

Provate ad individuare qual’è la lettera della vostra relazione e discutetene col partner.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

IL TEST DEI COLORI DELLE RELAZIONI

Condividi

Associa ognuno dei seguenti colori ad una persona che fa parte della tua vita:
GIALLO
ARANCIONE
ROSSO
BIANCO
VERDE

RISULTATI: Ogni colore indica ciò che quella persona rappresenta per te
GIALLO: è una persona che ha segnato molto la tua vita
ARANCIONE: è un vero amico, una persona di fiducia
ROSSO: è una persona che desideri o ammiri
BIANCO: è la tua anima gemella o qualcuno con cui ti identifichi
VERDE: è una persona che ti dona molta energia o che ti calma quando ne hai bisogno

Il test è un personale riadattamento del test tibetano della personalità ed ha un valore puramente indicativo. Viene proposto come spunto di riflessione sulle relazioni personali

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private in studio, telefoniche o via Skype

tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

IL GIOCO DELLE 100 DOMANDE IN AMORE

Condividi

Il gioco delle 100 domande è un test esclusivamente ludico che serve per giocare individualmente ed in coppia e che. indirettamente, potrebbe fornire, in maniera scherzosa, qualche spunto di riflessione-

Prendete carta e penna e dividete il foglio in 3 colonne: una “SI”, una “NO” e una “NON SO’”. Poi dovrete rispondere alle domande facendo una crocetta nella colonna appropiata (nella colonna del “SI”, se la risposta è sì, e così via). Dovete fare 3 crocette in riga per ogni colonna e alla quarta andate accapo…ci siete? Avete capito? Se è così cominciate pure! Alla fine, per leggere il risultato, dovrete calcolare così: se nella prima colonna c’è solo una crocetta alla fine, allora equivale al numero uno, se ce ne sono 2, equivale al numero 2, se ce ne sono 3, equivale allo zero! Ad esempio, se nella prima ci sono 2 crocette, nella seconda 3 e nella terza 1, allora il risultato sarà 201, e quindi leggete la frase di quel numero.

Il Gioco delle 100 domande: le domande
1. Gli piaci?
2. Ti piace?
3. Se ha torto gli dai ragione?
4. Ti ha mai sorriso?
5. Ti ha mai baciata?
6. Sei mai andata a ballare con lui?
7. Vorresti andarci?
8. Lo hai conosciuto al mare?
9. In paese?
10. In discoteca?
11. E’ simpatico?
12. E’ geloso?
13. E’ spiritoso?
14. E’ alto?
15. E’ bello?
16. Balla bene?
17. Ha i capelli lunghi?
18. Ricci?
19. Veste alla moda?
20. Porta i jeans?
21. Le scarpe da tennis?
22. Gli sei indifferente?
23. Ti ha fissata?
24. Ti ha mai fatto dei regali?
25. Vorresti fare una vacanza con lui?
26. E’ intelligente?
27. Ti ha mai abbracciata?
28. Fuma?
29. Fuma erba?
30. Ti ha mai accompagnata a casa?
31. A scuola?
32. L’hai visto domenica?
33. Ha i capelli biondi?
34. Neri?
35. Rossi?
36. Castani?
37. Ha gli occhi neri?
38. Azzurri?
39. Marroni?
40. Verdi?
41. Ti ha mai spedito una lettera?
42. Lo hai mai visto piangere?
43. Ti ha mai visto piangere?
44. Hai mai fatto coppia con lui?
45. E’ mancino?
46. E’ sensibile?
47. Ti ha mai preso in giro?
48. Ti fa dei complimenti?
49. Lo seguiresti ovunque?
50. Scapperesti di casa con lui?
51. Fa dello sport?
52. Lavora?
53. Va a scuola?
54. Va subito al sodo?
55. E’ timido?
56. Bacia bene?
57. Per te è un’ossessione?
58. Compra riviste porno?
59. Sei mai stata in discoteca con lui?
60. In macchina con lui?
61. In casa sua soli?
62. In autobus?
63. In treno?
64. In moto?
65. In bici?
66. Al cinema?
67. Hai mai passato un pomeriggio con lui?
68. E’ un tipo che prende in giro?
69. Porta gli occhiali da vista?
70. Sta bene in costume?
71. Ti è piaciuto a prima vista?
72. Gli piace la musica?
73. L’hai conosciuto d’estate?
74. In autunno?
75. In primavera?
76. In inverno?
77. Ha la macchina?
78. Ha la ragazza?
79. Sei mai andata al mare con lui?
80. Ci andresti?
81. Hai mai fatto la doccia con lui?
82. Saresti contenta se ti portasse a cena e pagasse lui?
83. Ha il motorino?
84. Gli hai mai parlato dell’amore che provi per lui?
85. Lui per te?
86. Ha il bumber?
87. Ti taglieresti i capelli per lui?
88. Faresti le corna al tuo ragazzo per lui?
89. Lo sogni spesso?
90. Sai che taglia porta di pantaloni?
91. Sei andata a letto con lui?
92. Sai che numero porta di scarpe?
93. Sai che profumo porta?
94. Hai una sua foto?
95. E lui la tua?
96. Quando si avvicina vorresti baciarlo?
97. Gli hai mai parlato dei tuoi problemi?
98. E lui dei suoi?
99. Cerca di evitarti?
100. Hai mai filato con lui?

Risultati
000 Ti ama
001 Ti fa le corna
002 Ti prende in giro
010 Vorrebbe venire con te
011 E’ solo fantasia
012 Ti ritiene innamorata di lui
020 Lascialo perdere
021 E’ solo un amico
022 Fa sul serio
100 Ti pensa spesso
111 Rifai il gioco
112 Brucia dalla voglia di vederti
120 Gli sei indifferente
121 Gli sei piaciuta a prima vista
122 Ti trova bella
201 Ti ama e non te ne sei accorta
202 Gli piaci
210 E’ geloso di un altro
211 Deve dirti una cosa
212 Vuole portarti a letto
220 Non gli piaci
221 Ti ama con tutto il cuore
222 Pensa solo a te

dal web

UN EQUAZIONE MATEMATICA PER STABILIRE SE E’ VERO AMORE

Condividi

Donn Byrne, psicologo sociale alla State University of New York ad Albany, ha elaborato una formula che consente a chiunque di verificare se ciò che sentiamo per il partner è vero amore oppure no.

La formula è questa:

              1,7xA + 1,5xB + 1,5xC + 1,5xD + 1,3xE= Y

  • A è l’attrazione per il partner,
  • B il piacere psicologico della sua compagnia,
  • C il desiderio di intimità con lui/lei,
  • D il bisogno di essere accettati dal partner,
  • E la paura di essere abbandonati da lui/lei.

A ognuna di queste variabili bisogna attribuire un valore da 1 a 10 e poi fare il calcolo.

Una volta eseguito il calcolo, si ottiene un numero Y.

Bisogna poi ripetere l’operazione pensando all’amico/a più caro/a.

Secondo Byrne, la relazione è tanto più stabile quanto più la differenza tra i due risultati Y è grande (dev’essere almeno 15). Cioè, quanto più il partner è importante rispetto all’amicizia più cara.

I fattori di moltiplicazione (i numeri davanti alle variabili) permettono di mettere a confronto molte amicizie e amori.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

TEST: TI PERDONO

Condividi

TI PERDONO : QUALE DEI DUE SIGNIFICATI LEGGETE PER PRIMA ?

Se avete letto per prima il significato del “perdonare” probabilmente siete più predisposti al perdono nel conflitto relazionale o affettivo.

Se avete letto per prima il significato del “perdere” probabilmente siete più predisposti ad andare via nel conflitto relazionale o affettivo.

RIFLESSIONI SUL PERDONO

Perdona, non perché loro meritano il perdono, ma perché tu meriti la pace.
(Anonimo)

 

Volete essere felici per un istante? Vendicatevi! Volete essere felici per sempre? Perdonate!
(Henri Lacordaire)

 

Ferire qualcuno che sai ti perdonerà è la cosa più scorretta di tutte.
(Robert Brault)

 

Decidi di perdonare: perché il risentimento è negativo; il risentimento è velenoso; il risentimento diminuisce e divora l’ego.
(Robert Muller)

 

Il perdono è la qualità del coraggioso, non del codardo.
(Gandhi)

 

Perdonare significa aprire la porta per liberare qualcuno e realizzare che eri tu il prigioniero.
(Lewis B. Smedes)

 

Quando ho camminato fuori dalla porta verso il cancello che avrebbe portato alla mia libertà, sapevo che se non avessi lasciato l’amarezza e l’odio dietro di me, sarei rimasto ancora in prigione.
(Nelson Mandela)

 

Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi.
(John Fitzgerald Kennedy)

ente e nel modo peggiore la nostra anima è perdonare senza dimenticare.
(Arthur Schnitzler)

 

C’è una dura legge… Quando una ferita ci viene inflitta, non guariamo mai fino a quando non perdoniamo.
(Alan Paton)

 

Il perdono non cambia il passato, ma allarga il futuro.
(Paul Boese)

 

Più l’uomo sa e più perdona.
(Caterina II di Russia)

 

Perdoniamo gli uomini: sono tutti pazzi.
(Lucio Anneo Seneca)

 

È più facile perdonare un nemico che un amico.
(William Blake)

 

Molte persone sono a favore del porgi l’altra guancia, soprattutto se la guancia è tua.
(Anne Ellis)

 

Perdonare gli altri per i loro errori è molto facile. Ci vuole più fegato e coraggio a perdonarli per essere stati testimoni dei vostri.
(Jessamyn West)

 

“Tout comprendre est tout pardonner”, scrive Pascal. A torto, sostiene Jankelevic. Se tutto è compreso, non resta più niente da perdonare.
(Carlo Gragnani)

 

Il cuore di una madre è un abisso in fondo al quale si trova sempre un perdono.
(Honoré de Balzac)

 

I figli iniziano amando i loro genitori, in seguito li giudicano. Raramente, se non mai, li perdonano.
(Oscar Wilde)

 

Possiamo perdonare a chi ci ha offeso. Difficilmente perdoneremo a chi ci ha, sia pure una sola volta, e involontariamente fatto paura.
(Guido Morselli)

 

Non giudicare le persone dai loro errori, ma dalla loro voglia di rimediare.
(Anonimo)

 

Col vendicarsi, un uomo è alla pari col suo nemico; ma col passarci sopra, egli è superiore.
(Sir Francis Bacon)

 

Quello che noi perdoniamo troppo in fretta non rimane perdonato.
(Mignon McLaughlin)

 

Il cuore perdona spesso, la ragione qualche volta, l’amor proprio mai.
(Louis Dumur)

 

Non ha senso a seppellire l’ascia se poi hai intenzione di lasciare un segno sul terreno.
(Sydney Harris)

 

Il perdono è la fragranza che la violetta lascia sul calcagno che l’ha schiacciata.
(Mark Twain)

 

Conosco troppo gli uomini per ignorare che spesso l’offeso perdona, ma l’offensore non perdona mai.
(Jean-Jacques Rousseau)

 

Perdonando un torto ricevuto, si può cangiare un nemico in amico.
(Silvio Pellico)

 

È peggio perdonare a tutti, che non perdonare a nessuno.
(Abbé de la Roche)

 

Comprendere ogni cosa significa perdonare ogni cosa: pensiero e frase quanto mai nobili. Peccato però che il perdono avvenga novantanove volte su cento per pigrizia e al massimo una volta per bontà; e che, su cento volte, novantanove la bontà tragga origine non certo dalla ricchezza dell’animo quanto piuttosto dall’insufficienza dell’intelletto.
(Arthur Schnitzler)

 

Il perdono presuppone sempre un po’ di oblio, un po’ di disprezzo e molta convenienza.
(Jacinto Benavente)

 

Il perdono, nella maggior parte dei casi, altro non è che il tentativo pusillanime di ripristinare una condizione precedente, più comoda o più piacevole, persino a scapito dell’equità, dell’onore e del rispetto per se stessi.
(Arthur Schnitzler)

 

Perdona sempre i tuoi nemici. Nulla li infastidisce così tanto.
(Oscar Wilde)

 

Perdonando troppo a chi falla, si fa ingiustizia a chi non falla.
(Baldassarre Castiglione)

 

Perdona molto agli altri, nulla a te stesso.
(Anonimo)

 

Il perdono è un evento drammatico che reca in sé una rivoluzione spirituale, una conversione, sia per chi lo offre, sia per chi lo riceve: non può quindi essere un evento indolore. Un perdono indolore non è perdono, è ipocrisia.
(Geno Pampaloni)

 

Lo stupido non perdona e non dimentica. L’ingenuo perdona e dimentica. Il saggio perdona, ma non dimentica.
(Thomas Stephen Szasz)

 

Gli uomini dimenticano, ma non perdonano; donne perdonano, ma non dimenticano mai.
(Robert Jordan)

 

Tutte le colpe possono venir perdonate
a colui che ha un perfetto candore.
(Walt Whitman)

 

Si può ben perdonare a un uomo di essere sciocco per un’ora quando ci sono tanti che non smettono mai di esserlo nemmeno per un’ora in tutta la loro vita.”
(Francisco de Quevedo)

 

La gioventù, a cui si perdona tutto, non si perdona nulla; alla vecchiaia, che si perdona tutto, non si perdona nulla.
(George Bernard Shaw)

 

Il perdono più difficile è quello che un uomo deve riuscire a trovare per se stesso.
(Anonimo)

 

Chi dice che la miglior vendetta è il perdono non ha mai subito un torto.
(Roberto Gervaso)

 

Ognuno dovrebbe perdonare i propri nemici, ma non prima che questi siano impiccati.
(Heinrich Heine)

 

Spesso perdoniamo quando il perdono non ci costa più nulla.
(Roberto Gervaso)

 

Il perdono è migliore della vendetta.
(Pittaco)

 

“Il perdono è la migliore vendetta”. Il rovesciamento della frase ne mette in luce un senso inusitato ma vero: il perdono deriva dalla poca considerazione in cui l’offeso tiene l’offensore.
(Carlo Gragnani)

 

Spesso il perdono non è che una forma di vendetta.
(Paul-Jean Toulet)

 

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

IL QUESTIONARIO DEGLI SPOSI

Condividi

Un rabbino del Berkshire (Inghilterra sud-orientale) ha inventato il “questionario degli sposi“, si tratta di un test da fare separatamente che comprende 20 semplici domande che vi permetteranno di capire qual è la vostra l’affinità di coppia.

Stampate la pagina di questo post e fate due copie, una per voi ed una per il vostro partner e mettetevi in due stanze diverse.

Rispondete alle domande e poi confrontate le risposte per capire in quante avete risposto allo stesso modo.

Ecco le domande:

1)Qual è il suo piatto preferito?
2)Ad un certo punto lui/lei vorrà un animale domestico?
3)Lei/lui soffre di allergie?
4)Quale è stato uno dei momenti più felici della sua vita prima di incontravi?
5)Quale è stato il momento più triste finora della sua vita?
6)Lei/lui vuole dei figli e se sì quanti e quando?
7)Quanto spesso lei/lui va a far visita alla sua famiglia?
8)Quali tradizioni familiari lei/lui vorrebbe mantenere?
9)Qual’e’ la sua vacanza ideale ?
10)Lei/lui ama risparmiare o spende tutto quello che guadagna?
11)Ritenete che sia facile farle/fargli il regalo di compleanno?
12)Dove le/gli piacerebbe abitare nel giro di pochi anni?
13)Chi ha maggior influenza su di lei/lui, a parte voi?
14)Qual è il suo più grande rimpianto?
15)Lei/lui vuole conti bancari separati o in comune?
16)Che tipo di educazione lei/lui vuole impartire ad ogni figlio?
17)Qual è la sua visione ideale del futuro?
18)Ci sono vostre abitudini o caratteristiche che lei/lui non ama?
19)Che cosa vorreste principalmente cambiare di lei/lui?
20)Quali sono i principali valori che lei/lui ha?

Di seguito come interpretare i risultati:

  • Se voi e il partner avete risposto in modo uguale a 15 domande c’è una grande intesa di coppia che depone favorevolmente per il futuro.
  • Se le risposte in comune sono da 9 a 14 siete nella giusta direzione ma è necessario comunicare maggiormente.
  • Se le risposte sono 8 o meno… è necessario che riflettete ed approfondite il vostro rapporto di coppia.
  •  

     

    Dott. Roberto Cavaliere

    Psicologo, Psicoterapeuta

    Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

    per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

COME CHIEDERE “MI VUOI SPOSARE ?”

Condividi

Di seguito un brano tratto dal web che esplicita un modo simpatico di chiedere “Mi vuoi sposare ?”. Spesso chiedere all’altro con ironia aiuta ad avere una risposta affermativa.

– Mi vuoi sposare?
– No.
– Davvero No?
– Sì davvero no, non voglio sposarmi.
– Perchè non mi ami?
– Sì che ti amo ma non voglio che ci sposiamo, – ecco se vuoi possiamo levare la S e ci “posiamo”.
– Ci posiamo?
– Sì ci posiamo su un bel prato di fiori magari, e dopo potremmo, se ti va, levare anche la P e così ci “osiamo”.
– Ci osiamo?
– Sì, perchè no, il prato di fiori, io e te che osiamo di noi, e magari quando i sudori saranno un odore solo, leviamo la O, così rimane il ” siamo”.
– Il siamo?
– Sì il siamo, la presenza, e una volta diventati una cosa sola , consapevoli, leviamo anche il SI per dare la nostra conferma al cielo, e tra noi rimarrá solo e per sempre ” amo”.
– Allora ricapitoliamo, sposiamo, posiamo,osiamo,siamo e amo giusto?
– Giusto.
– Lo voglio.


Gio Evan

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

TEST SUL “GIRONE DANTESCO” DELL’AMORE

Condividi

IN QUALE GIRONE DANTESCO DELL’AMORE TI TROVI ?

Inferno 
Non sono stato amato e quindi non mi amo.
Ho bisogno d’amore ma ho paura d’amore. Vorrei essere amato ma ho paura di essere rifiutato un’altra volta. Non mi apro.
Non mi amo e quindi non riesco ad amare.
Vorrei amare, vorrei aprirmi ma ho paura di farlo, non sono capace di farlo, credo di non esserne in grado e allontano chi prova ad amarmi.
Non riesco ad amare e quindi non mi amano.
Non mi amano e quindi non mi amo… e il circolo continua.

Purgatorio 
Non sono stato amato ma provo ad amarmi.
Provo ad amarmi e provo ad aprirmi.
Mi apro e vinco la paura del rifiuto.
Prendo fiducia in me e mi apro un altro po’.
Mi apro e vedo che non è così terrorizzante, che si può fare.
E anche se non sono stato amato provo ad amarmi…
e il circolo progredisce.

Paradiso 
Mi amo perché sono stato amato.
Mi hanno fatto sentire importante e adesso lo sento anch’io.
Mi amo e sono amato.
Gli altri sentono la mia positività e il mio valore che anch’io sento. Così è facile per loro amarmi e aprirsi.
E anche per me è facile aprirmi e farmi amare.
Sono amato e mi amo.
E più intesso relazioni d’amore e più sento che sono capace d’amare, che sono una persona preziosa e importante…
e il circolo continua.»
(dal web)

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

PORSI LE GIUSTE DOMANDE PER LA RICERCA DI UN NUOVO AMORE

Condividi

Un nuovo amore dovrebbe sempre scaturire da un incontro e non da una ricerca.

Ma anche se dovessimo cercarlo e importante chiedersi cosa e chi si vorrebbe trovare e perché.

Le domande che bisognerebbe porsi sono diverse. La risposte, autentiche ed oneste, che senti in te, sono importanti, per capire perché non lo trovi, o come trovarlo.

Una possibile sequenza potrebbe essere la seguente

  • Perchè cerchi un amore ?
  • Perché ti senti vuoto e triste, e vai alla ricerca di chi ti riempia o di tiri fuori dalla tua tristezza ?
  • Oppure cerchi qualcuno da salvare, per non dover pensare a salvare te stesso ?
  • Vuoi solo dare, pensando di essere generoso, ma in realtà non ti metti in gioco?
  • Vuoi solo prendere e non hai voglia di dare ?
  • Cosa sei disposto a svelare, e ad ascoltare, a ricevere e a donare, quanto puoi vivere il contatto senza controllo emotivo, senza fare bilanci, e restando fedele a te stesso?
  • E’ davvero solitudine, questo malessere che senti ?
  • Risentimento verso chi non c’è, e verso di te per non aver meritato nessuno accanto ?
  • Se ci fosse qui qualcuno, con te, staresti davvero meglio, o sarebbe solo un modo per scaricare la tua negatività su di lui, per appoggiarti, farti trainare, o anche solo distrarti?
  • Si risolveranno automaticamente tutte le cose alle quali puoi pensare solo tu ?

Dare il nome giusto al bisogno che si prova, comprendere le motivazioni che ci spingono e i dubbi che ci offuscano, aiuta a far succedere quello che più ci sta a cuore, senza sforzo, come è naturale che avvengano le cose importanti, ma con impegno.

E’ una grande sfida riverberare sull’altro positività e non il proprio dolore ed i propri bisogni. Quando cerchi qualcuno che ti ami perché tu non sai amarti, trapela il tuo bisogno, la paura, la pretesa: è ciò che mette in fuga l’altro. La tua paura di restare solo, di sbagliare, ti fa restare solo. Diventi pesante, troppo serio, arrendevole, troppo gentile.

Durante la vita gli altri cambiano, cambiamo noi e i nostri bisogni. Se in alcuni periodi ha prevalso il bisogno di fusione, in altri può essere più importante la capacità di dare nuovi stimoli, la presenza concreta oppure l’affettuosità, il gioco o la leggerezza. In ogni caso l’autenticità.

Qual che avviene fra le persone è tanto più interessante e profondo, quanto più e libero da pretese ed aspettative, bisogni mal risposti e altre zavorre.

La nostra felicità non dipende dagli altri, possono esserne parte, ma non possono crearla né distruggerla.

Questa libertà può farci sentire leggeri, renderci forti, far sì che sia il desiderio a guidarci, non la paura: è questo che attrae l’altro.

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it