L’ALGORITMO PER INDIVIDUARE LE COPPIE STABILI

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L’Algoritmo per individuare le coppie stabili deriva dal problema dei matrimoni stabili che è un problema matematico applicato alla coppia come indica lo stesso nome.

Immaginate che in un piccolo villaggio ci sono un numero uguale di uomini e donne che devono tutti formare una coppia donna-uomo, in modo tale che tutte le coppie siano coppie stabili. Ogni uomo ed ogni donna ha una propria lista di preferenze per gli individui del genere opposto, ma in definitiva sarete voi a decidere le coppie di sposi al fine di ottenere solamente delle coppie stabili. Per poter definire una coppia stabile non deve mai verificarsi la situazione nella quale un uomo ed una donna di due coppie diverse preferiscono stare tra di loro piuttosto che stare con il loro partner attuale.

La domanda del problem è quindi la seguente: è sempre possibile ottenere una combinazione di coppie nella quale non si verificano situazioni instabili? Tenete in mente che una situazione instabile si verifica solo quando sia un uomo già in coppia che una donna già in un’altra preferiscono stare tra di loro rispetto a stare con il loro partner attuale, se è solo uno dei due a preferire l’altro rispetto al partner attuale la situazione è ancora considerata stabile, anche se non tutti sono completamente felici della loro situazione. Questo problema può coinvolgere un qualsiasi numero di coppie eterosessuali, potrebbero essere i 7 miliardi di individui sulla terra o solamente 10 individui in un piccolo villaggio. Questa soluzione esiste sempre ed è stato creato un algoritmo da David Gale e Lloyd Shapley nel 1962 che dimostra come si possa sempre trovare una situazione di coppie stabili.

Questo algoritmo può essere programmato in un computer, ma può anche essere applicato in un esempio pratico. Nel primo giorno di questo algoritmo ogni uomo ed ogni donna crea una lista di preferenze degli individui del genere opposto. Nello stesso giorno ogni donna fa una proposta di matrimonio al n°1 della propria lista. Ogni uomo può quindi ricevere più proposte o nessuna ed in questo giorno accetterà la proposta che viene dalla donna più in alto nella sua lista di preferenze rifiutando le altre. Alla fine di questo giorno si sono create delle coppie. Nel secondo giorno ogni donna che non è in una coppia farà una proposta al n°2 nella loro lista di preferenza, anche se quest’uomo è già in una coppia. A questo punto gli uomini single sceglieranno come hanno già fatto nel primo giorno, scegliendo la proposta dalla donna più in alto nella loro lista. Gli uomini già in coppia accetteranno la nuova proposta solo se viene da una donna più in alto nella lista di preferenze rispetto all’attuale compagna. Si saranno create nuove coppie, alcune cambiando coppie precedentemente create. Nei giorni successivi questo si ripete fino al momento nel quale non si cambiano più coppie. Dopo un certo numero di reiterazioni, l’algoritmo non cambierà più l’ordine delle coppie e si saranno create solamente coppie stabili, nel senso discusso in precedenza.

Potete testare voi stessi voi stessi, come fa anche la professoressa Riehl nel video di seguito . Prendete un pezzo di carta e scrivete un numero uguale di donne e uomini, scrivete anche la lista di preferenza del genere opposto per ognuna di queste persone, inventandola in modo casuale. A questo punto applicate le regole dell’algoritmo e ripetetele fino ad avere formato tutte le coppie. Osserverete che in nessun caso, se avete seguito bene le regole dell’algoritmo,vi sarà una situazione instabile tra le coppie formate.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

LE 9 QUALITA’ CHE UN UOMO DEVE AVERE NEI CONFRONTI DI UNA DONNA

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Sulla base di studi compiuti nel corso degli anni, il quotidiano britannico Indepedent ha elencato in un articolo le 9 qualità che, se riscontrate in un uomo, devono convincere a non lasciarlo andare.

1. È intelligente

Avere a che fare con un uomo molto intelligente, potrebbe portare a sentirsi intimiditi da lui, ma è bene mettere da parte questa inibizione. Uno studio della Hanken School of Economics in Finlandia suggerisce che gli uomini più intelligenti siano meno inclini a tradire, ma maggiori di sposarsi e non divorziare.

2. Ti fa ridere

Ridere insieme è una caratteristica fondamentale delle coppie più solide. Condividere lo stesso senso dell’umorismo, poi, garantisce una maggiore complicità, che aiuterà nel tempo il rapporto a solidificarsi e a durare più a lungo. Uno studio ha dimostrato che gli uomini hanno maggiori probabilità di avere successo con una donna se hanno senso dell’umorismo.

3. Sostiene attivamente la tua carriera

Avere accanto una persona che ti spinge a coltivare le tue aspirazioni, è spesso la spinta decisiva che serve per migliorarsi e non lasciarsi andare nei momenti più bui. Uno studioha rivelato che i mariti influenzano in maniera decisiva la decisione delle donne di abbandonare il proprio lavoro, spesso perché ritengono debbano dedicarsi ai figli.

4. Fa degli sforzi con la tua famiglia e amici, così come tu con i suoi

Quando si intraprende una relazione con un partner il rischio è di far terra bruciata intorno: ridurre la vita sociale e abbandonare le amicizie che hanno accompagnato del corso della vita. Nonostante l’entusiasmo e l’amore, è bene non lasciare che ciò accada. I benefici saranno molteplici, anche all’interno della propria relazione.

5. Ha un’intelligenza emotiva

Per una relazione sana, è essenziale che anche il partner maschio posseggaun’intelligenza emotiva, sia cioè riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni: una caratteristica spesso attribuita alle done.

6. Rispetta le tue opinioni e ascolta ciò che hai da dire

Essere convinti di avere sempre ragione, non lasciar spazio alle opinioni altrui, tentare sempre di sovrastare l’altro, sono comportamenti in grado di rendere tossica una relazione. Attenzione, dunque, ai segnali: secondo il dottor John Gottman, se un uomo rifiuta di ascoltare una donna, ha problemi con il potere e ha voglia di primeggiare a tutti i costi.

7. È disposto a dare il massimo

Uno studio del Texas ha dimostrato che non è la carenza di compatibilità a generare il fallimento di una storia, ma spesso il modo in cui viene impostata la relazione e ci si spende per farla funzionare. Se tu o il tuo partner siete sempre alla ricerca di qualcosa di meglio, anziché impegnarvi a rendere la vostra relazione duratura, potrebbe non essere un buon auspicio.

8. Celebra i tuoi risultati

I complimenti sono sempre graditi, soprattutto se giungono al termine di un lavoro e di un impegno. Non solo perché aiutano a stare meglio e gratificano dopo gli sforzi. Secondo uno studio pubblicato su The Journal of Personality and Social Psychology le coppie che si scambiano vicendevoli complimenti, sono destinati ad avere relazioni più durature.

9. Condivide i tuoi valori

Per stare bene insieme non è necessario esser uguali, il rapporto potrebbe alla lunga diventare noioso. Tuttavia, non vale neanche il contrario: scontrarsi su ogni cosa. È necessario che ci siano dei punti in comune, soprattutto su questioni ritenute importanti, come i valori.

FONTE: http://www.huffingtonpost.it/2018/01/28/se-un-uomo-ha-queste-9-qualita-non-lasciarlo-andare-secondo-gli-scienziati_a_23345716/

L’ASPETTO POSITIVO DELL’ “AMORE BISOGNO”

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Lo studioso C.S. Lewis nel suo libro “I Quattri amori” edito da JacaBook Reprint nell’effettuare la distinzione tra “amore dono” ed “amore bisogno” tende a riabilitare quest’ultimo in contrasto con l’opinione dominante che tende a considerarlo in termini negativi.

Riporto di seguito i passaggi essenziali del libro che ‘riabilitano’ l’ ‘amore bisogno’

“…”amore dono” e “amore bisogno”: appartiene alla prima catogoria il sentimento che spinge un uomo a lavorare, fare progetti, risparmiare per il benessere futuro della sua famiglia che, pure, la morte gli impedirà di condividere o di vedere realizzato; è del secondo tipo, invece, l’amore che spinge un bambino a rifugiarsi nelle braccia della madre quando si sente solo o spaventato. …

… non credo sia giusto negare all’ “amore bisogno” la qualifica di amore…

… bisogna andarci cauti nel definire l’ “amore bisogno” un’espressione di “mero egoismo”: l’uso di questo aggettivo è sempre pericoloso. E’ vero che si può indulgere egoisticamente all’ amore bisogno come a tante altre nostre debolezze, e di certo è riproverevole una pretesa d’amore tirranica e vorace, ma nella nostra esperienza quotidiana non chiamamo certamente egoista il bambino che si rivolge alla madre per essere consolato, o l’adulto che cerca compagnia “per non sentirsi solo”.

Quei bambini o quegli adulti, che piu’ si sforzano di combattere questo istinto, raramente posseggono le doti dell’autentico altruista. So bene che chi prova questo “amore bisogno” può avere dei buoni motivi per cercare di  sopprimerlo o di mortificarlo, ma l’esserne del tutto privi è un marchio che contraddistingue il freddo egoista. Dal momento che il nostro bisogno degli altri è reale (“Non è bene che l’uomo sia solo”), il venir meno nella nostra coscienza, del senso di questo bisogno che si esprime attraverso l’ “amore bisogno”-in altre parole, la convinzione, ingannevole, che sia bene per noi stare da soli-è un brutto sintomo spirituale, proprio cone l’inappetenza è un cattivo sintomo sotto il profilo medico, perchè l’uomo ha veramente bisogno del cibo.”

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

I VARI TIPI DI AMORE SECONDO I GRECI

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Per parlare d’amore i greci usavano i seguenti termini:

1) Agape (αγάπη) è amore di ragione, incondizionato, oblativo, anche non ricambiato, spesso con riferimenti religiosi: per esempio è il termine per indicare amore più usato nei Vangeli.

2) Philia (φιλία) è l’amore di affetto e piacere, di cui ci si aspetta un ritorno, ad esempio tra amici.

3) Eros (έρως) termine che definisce l’amore sessuale, ma non solo. Deriva da Ёραμαι” (eramai) che vuol dire “amare ardentemente”, “bramare”. Il termine Ёρος non si riferisce necessariamente a una persona. Per esempio, “Ёρος πόσιος καί εδήτυος” (eros pòsios kài edètuos) significa “desiderio di bere e di mangiare”, e non “amore passionale del mangiare”: il verbo Ёραμαι da cui deriva il termine Ёρος può anche riferirsi a enti astratti, come per esempio la brama di conoscere.

4) Anteros (αντέρως) quando l’amore è corrisposto, quando c’è un legame.

5) Himeros (Iμερος), “desiderio irrefrenabile”: la passione del momento, il desiderio fisico presente e immediato che chiede di essere soddisfatto.

6) Pothos (Πόθος), termine che è il desiderio verso cui tendiamo, ciò che sogniamo, alla base della nostra intenzionalità.

7) Stοrgé (στοργή): l’amore parentale-familiare, viene dal verbo Στέργω (stergo) che significa “amare teneramente” e viene usato soprattutto in riferimento all’amore filiale, è l’amore d’appartenenza, ad esempio tra parenti e consanguinei. Designa l’affetto naturale fra parenti intimi e specialmente fra i genitori e i loro figli, ma anche tra fratelli e sorelle.

8) Thélema (θέλημα) indica l’amore per quel che si fa, è il piacere di fare, il desiderio voler fare.

PROVATE A VEDERE NELLA VOSTRA RELAZIONE DI COPPIA QUALI DI QUESTI TIPI DI AMORE SONO PRESENTI

IL MATRIMONIO MODERNO E’ UN ISTITUZIONE DI SALVEZZA E NON DI BENESSERE

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Di seguito riporto uno scritto sul matrimonio che condivido come pensiero e che invito a commentare

….Il matrimonio moderno è soprattutto un’istituzione di salvezza e non di benessere. Ma gli psicologi, i consulenti matrimoniali, gli psichiatri ecc. continuano a ripetere che soltanto i matrimoni felici sono buoni matrimoni, ovvero che i matrimoni dovrebbero essere felici. In verità ogni percorso di salvezza passa anche per l’inferno. La felicità, nel modo in cui viene proposta ai coniugi d’oggi, rientra nella sfera del benessere e non in quella della salvezza. Il matrimonio è un’istituzione volta prima di tutto alla salvezza, per questo è così pieno di alti e di bassi; è fatto di sacrifici, di gioie e di dolori. Ciascun partner, ad esempio, prima o poi è destinato a scontrarsi con il lato psicopatico dell’altro, vale a dire con quel lato del suo carattere che non è modificabile e che tuttavia ha conseguenze dolorose per entrambi. Affinché il matrimonio non vada in pezzi, uno dei due partner deve arrendersi, e generalmente è proprio quello che nella relazione si dimostra meno psicopatico. Se uno dei due è emotivamente freddo, all’altro non resta che dimostrare in continuazione sentimenti d’amore, anche quando la reazione del partner è debole e spesso inadeguata. Tutti i buoni consigli che si danno alle mogli o ai mariti, del genere: “Questo non và bene, è intollerabile, una moglie/un marito non può lasciarsi trattare così”, sono perciò sbagliati e dannosi.
Un matrimonio funziona soltanto quando si riesce a tollerare proprio ciò che altrimenti sarebbe per noi intollerabile. E’ logorandosi e smarrendosi che si impara a conoscere se stessi, Dio e il mondo. Come ogni percorso di salvezza, anche quello del matrimonio è duro e faticoso. Uno scrittore che crea opere di valore non vuole essere felice, vuole essere creativo. In questo senso raramente i coniugi riescono a portare avanti un matrimonio felice e armonioso come il tipo di matrimonio al quale, mistificando, gli psicologi vorrebbero far loro credere.
Il terrorismo legato all’immagine del ‘matrimonio felice’ procura notevoli danni.
A.Guggenbuhl-Craig – Il matrimonio. Vivi o morti, Moretti e Vitale, Bergamo.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

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L’AMORE CONCRETO ( E CINICO ) NEL MONDO LATINO

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Giove, dall’alto, ride dei falsi giuramenti degli amanti.

Ovidio

Nel mondo latino è diverso il contesto, sociale e culturale, e diversa è la visione dell’amore. Roma è il centro del mondo, e la religione cristiana interverrà a trasformare completamente la concezione della vita. Rimane in principio una visione di Venere (l’Afrodite greca) come personificazione sia dell’amore sia della fertilità, e come principale antidoto alle liti e alla guerra, poiché ritorna l’immagine di Marte che si placa solo nel suo grembo,1 e tuttavia l’immaginario e i valori inesorabilmente si trasformano, e l’attenzione si sposta altrove. Nella Roma imperiale il matrimonio è visto come condizione naturale dell’amore, poiché garantisce la procreazione e la continuazione della stirpe.2

Non siamo molto distanti per certi versi dal contesto attuale, in cui il modello sociale, culturale e di tradizioni, educa sempre a un desiderio: un buon matrimonio, felice, d’amore, stabile. Per quanto al giorno d’oggi si possa discutere dell’aspirazione al matrimonio, in quanto contratto legale in qualche modo pieno di “falle”, il modello percepito in questo momento storico è dell’aspirazione a un rapporto di coppia stabile, che sia amore assoluto, a supplenza delle certezze che mancano in tutti gli altri aspetti della vita, con la labilità del momento storico stesso. Ciò influenza naturalmente anche l’idea che possa esistere la metà complementare del proprio Io, come dicevamo poc’anzi del mito raccontato da Platone per bocca di Aristofane.

I poeti d’amore dell’epoca imperiale sono gli elegiaci, in cui ritroviamo la lirica amorosa di esaltazione e sofferenza introdotta da Catullo. Essi cantano proprio l’aspetto di questa sofferenza prolungata, di asservimento alla donna, la domina, capricciosa e infedele, che istiga la gelosia e non si concede facilmente. L’immagine ricorrente è quella di un poeta che deve inneggiare alla donna nonostante questa lo rifiuti. In questo panorama emerge Ovidio, perché innanzitutto era più interessato alla natura dell’amore e alla sua concretezza, piuttosto che alla moralità, e per l’attualità che caratterizza una sua opera in particolare, i Rimedi per l’amore.

Ovidio è uno degli ultimi grandi poeti dell’era classica, ma ha una produzione in profondo contrasto con l’epoca, poiché osserva senza pudori le due facce della stessa medaglia: da un lato una Roma colta e raffinata, imperniata sull’istituto del matrimonio, dall’altro la reazione ai costumi imposti dalla tradizione del mos maiorum, e perciò pratiche più libertine, anche se nascoste. Ha un atteggiamento ironico e a tratti beffardo, ben distante dall’idealismo di Platone di 400 anni prima. Nei due libri Amori e L’arte di amare, cerca di insegnare agli amanti come ottenere un’unione armoniosa, serena e che rechi piacere, senza che si instaurino rapporti di dipendenza, e di conseguenza profondo malessere per uno dei due partner. Alcuni di questi consigli sono ancora oggi perle di saggezza: evitare le critiche, lodare sempre il partner per le sue qualità migliori. Siamo in un’epoca in cui evidentemente l’amore è conflittuale, e risulta essere per molti una forza distruttiva.

Negli Amori parla di una donna, ma i versi non vanno ad esaltare lei, o l’esperienza amorosa, dando piuttosto un punto di vista ironico e distaccato sulle vicende amorose. I temi tradizionali vengono ribaltati: Ovidio vive i tormenti della gelosia, ma chiede all’amata di nascondergli i tradimenti, più che di essergli fedele; giunge ad amare due donne contemporaneamente; l’amante è visto come un soldato, e l’amore come una battaglia, non mancando riferimenti alle battaglie notturne, e ai corpo a corpo amorosi. L’amore non è più un sentimento di origine divina, ma un gioco sottile della mente, un’attrazione erotica, un misto di intelligenza e oscenità, astuzia e irriverenza. L’ironia è l’arma preziosa di Ovidio, quella che lo rende così attuale e vicino alla sensibilità moderna.

Con lo stesso tono distaccato, ne l’Arte di amare Ovidio si fa praeceptor amoris, come un insegnante che raccoglie i suoi precetti in un manuale su quest’arte, che va intesa come arte di seduzione e conquista delle donne, nonché come arte di far durare l’amore, con frecciate ironiche alla morale tradizionale e una più o meno velata esaltazione della vita libertina. Il modello più frequente della poesia è quello predatorio della caccia, ma l’oggetto della caccia è il sesso. Ovidio consiglia di non innamorarsi, ma di vivere l’amore come un gioco. Per questo dunque ammette anche il tradimento, che evidentemente era elemento inestricabile della società in cui viveva. Il poeta specifica che si tratta di consigli per le liberte, le schiave, le cortigiane, e non per matrimoni e per le donne perbene, ma gli rimane addosso un’immagine libertina, con il dubbio che si tratti di un dovere politico-sociale per ripulire la propria immagine pubblica.

L’arte di amare per Ovidio è anche Arte di ingannare, e scrive:

L’arte di ingannare

Devi recitare la parte dell’innamorato e parlare come uno che spasima;

con ogni mezzo devi ottenere che lei creda questo.

E non è difficile: ogni donna pensa di meritar l’amore;

sia pur bruttissima, ognuna si crede piacente.

Prometti senza timori: le promesse attraggono le donne;

e di ciò che prometti chiama a testimoni tutti gli dei che vuoi.

Giove dall’alto ride degli spergiuri degli amanti

e ordina ai venti eolii di disperderli a vuoto.

Giove era solito giurare il falso sullo Stige

a Giunone; ora è propizio a chi segue il suo esempio.

Conviene che esistano gli dei, e dunque, se conviene, crediamo

che esistono.3

Una sorta di appendice agli Amori, è Remedia amoris, un piccolo poema didascalico, traducibile come “Rimedi per l’amore”: e già non è chiaro se si intenda rimediare ai problemi dell’amore, o se si intenda rimediare all’amore stesso, intendendolo quindi come un problema in sé, da cui guarire. Ovidio offre in realtà consigli e strategie per evitare di farsi coinvolgere troppo dall’amore. Vuole insegnare, in particolare ai giovani, come evitare di idealizzare il partner che amano, come comportarsi quando l’amore causa sofferenze e sventure, e come liberarsi di un amore quando non interessa più, perché comincia a fare male. Si tratta di consigli pratici e universali, con i quali si possono evitare i suicidi per “mal d’amore”.

Ad esempio, per lasciare il partner consiglia di uscire dalla relazione prima che il sentimento diventi troppo intenso, e quindi ad esempio concentrare i propri pensieri sui difetti fisici del partner e sui disagi causati dalla relazione, cercare di avere rapporti intimi non soddisfacenti. Per non sentirne la mancanza dopo la rottura, e per dimenticare la relazione, è meglio tenersi quanto più occupati possibile, con numerosi interessi, o con almeno uno impegnativo, ad esempio lavorando o viaggiando; sottolinea anche che è importante cercare di evitare i luoghi che possano avere qualche relazione col proprio amore, o eventi e luoghi in cui sono presenti delle coppie. È importante innanzitutto un distacco totale, evitando ogni contatto con l’ex, la sua famiglia e i conoscenti comuni. Bisogna cercare di non parlare per quanto possibile delle proprie relazioni non appena finiscono, e quando si prova a spiegare le ragioni della rottura, è meglio evitare di scendere nei dettagli. Se si sa di doverlo rivedere evitare di farsi belli per l’occasione. E ancora, dimenticare ogni possibilità futura di riallacciare una relazione con l’altro/a, distruggere lettere/ritratti, evitare rappresentazioni teatrali o poesie che idealizzano il sentimento d’amore, convincersi di non avere rivali, per evitare di incorrere nella gelosia, evitare di sostare di fronte alla casa del proprio ex, dipingendolo come un luogo in grado di portare solo sfortuna.

In poche parole, Ovidio cerca di tagliare le radici del pensiero ossessivo sulla relazione finita, eliminando sul nascere qualsiasi collegamento che possa portare a rimuginare sulla nostalgia, sulla sofferenza, sulla profondità dei propri sentimenti.

Alcune di queste regole sembrano scontate e/o irrealizzabili, eppure anche un’applicazione parziale sarebbe d’aiuto per chi soffre di maldamore, ancora oggi.

1 Lucrezio, De Rerum Natura

2 M. Foucault, Storia della sessualità, 2001, Feltrinelli

3 Ovidio, Ars Amandi

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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NON PUOI ESSERE AMATA SE NON TI AMI TU PER PRIMA

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Ma tu mi ami? chiese Alice.
– No, non ti amo rispose il Bianconiglio.
– Alice corrugò la fronte ed iniziò a sfregarsi nervosamente le mani, come faceva sempre quando si sentiva ferita.
– Ecco, vedi? – disse Bianconiglio – Ora ti starai chiedendo quale sia la tua colpa, perché non riesca a volerti almeno un po’ di bene, cosa ti renda così imperfetta, frammentata. Proprio per questo non posso amarti. Perché ci saranno giorni nei quali sarò stanco, adirato, con la testa tra le nuvole e ti ferirò. Ogni giorno accade di calpestare i sentimenti per noia, sbadataggine, incomprensione. Ma se non ti ami almeno un po’, se non crei una corazza di pura gioia intorno al tuo cuore, i miei deboli dardi si faranno letali e ti distruggeranno. La prima volta che ti ho incontrata ho fatto un patto con me stesso: mi sarei impedito di amarti fino a che non avessi imparato tu per prima a sentirti preziosa per te stessa. Perciò Alice no, non ti amo. Non posso farlo”

Tratto da “Alice nel Paese delle meraviglie”

In questo significativo brano (tratto dal libro “Alice nel Paese delle meraviglie”) viene esplicitato perfettamente cosa significa e perché è importante amarsi per poter riuscire ad essere amati dall’altro.

Se si fa dipendere la propria autostima, il proprio valore, il meritare amore, dal partner, inevitabilmente ci si espone alle ferite che l’altro, consapevolmente o inconsapevolmente può infliggere.

Se, invece, ci si stima, ci si ama a prescindere dal partner, quest’ultimo può aggiungere valore ed amore, ma non può sottrarli, non può indebolirli.

Paradossalmente, possiamo aspettarci amore autentico dall’altro solo se l’altro percepisce che noi ci amiamo per prima.

Ed in maniera speculare, si è capaci di amore per l’altro solo se noi ci amiamo per prima. In questo caso “Se non mi amo, non ti amo”

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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IL “TEMPO PERSO” IN AMORE

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Quando si ha la sensazione di aver ‘perso tempo’ in una relazione il modo migliore per recuperarlo è separarsi.
Con la separazione quel tempo viene recuperato come tempo speso per un’esperienza relazionale e/o sentimentale che si cercherà di non ripetere più.
Se si riesce ad attuare ciò, il ‘tempo perso’ diventa ‘tempo speso’ per la propria crescita affettiva e relazionale.

Inoltre in questo passaggio da “tempo perso” a “tempo speso” si ha quel passaggio dai due diversi tipi di tempo secondo i greci: si passa dal “KRONOS” al “KAIROS” vale a dire da un tempo cronologico inteso come semplice scorrere ad un tempo individuale foriero di riflessioni ed eventuali cambiamenti.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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CODICE D’AMORE DEL DODICESIMO SECOLO

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Codice d’amore del dodicesimo secolo

I – Allegare il matrimonio non è scusa legittima contro l’amore.

II – Chi non sa nascondere non sa amare.

III – Nessuno può darsi a due amori.

IV – L’amore può essere crescente o diminuire.

V – Quel che un amante prende all’altro per forza, non ha alcun sapore.

VI – Il maschio in generale ama solo nella piena pubertà.

VII – È prescritta all’uno degli amanti una vedovanza di due anni per la morte dell’altro.

VIII – Nessuno può essere privato del suo diritto in amore senza una ragione più che sufficiente.

IX – Nessuno può amare se non è spinto dalla persuasione d’amore (dalla speranza d’essere amato).

X – L’amore è d’ordinario cacciato di casa dall’avarizia.

XI – Non è lecito amare quella che ci si vergognerebbe di desiderare in matrimonio.

XII – Il vero amore non desidera altre carezze da quelle dell’amata.

XIII – Amore divulgato raramente dura.

XIV – Il successo troppo facile toglie presto all’amore il suo fascino: gli ostacoli ne aumentano il valore.

XV – Chiunque ama impallidisce dinanzi alla persona amata.

XVI – Al vedere improvvisamente la persona amata si trema.

XVII – Nuovo amore caccia l’antico.

XVIII – Solo il merito fa degni d’amore.

XIX – L’amore che si spegne cade rapidamente, e raramente si riaccende.

XX – L’innamorato è sempre timoroso.

XXI – La vera gelosia aumenta il sentimento d’amore.

XXII – Il sospetto, e la gelosia che ne deriva, accrescono il sentimento d’amore.

XXIII – Poco dorme e poco mangia chi è assillato da pensieri d’amore.

XXIV – Ogni azione dell’amante si compie col pensare all’amato.

XXV – Nulla piace all’amore vero all’infuori di ciò che sa piacevole all’amato.

XXVI – L’amore non può rifiutar nulla all’amore.

XXVII – L’amante non è mai sazio del godimento dell’amato.

XXVIII – Una semplice presunzione fa che l’amante sospetti cose sinistre dell’amato.

XXIX – L’abitudine eccessiva al piacere impedisce la nascita dell’amore.

XXX – Una persona che ama è occupata dall’immagine dell’amato continuamente e senza interruzione.

XXXI – Nulla impedisce che una donna sia amata da due uomini, e un uomo da due donne.

Stendhal, tratto da André il cappellano, 1176

Dott. Roberto Cavaliere

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GLI UOMINI VENGONO DA MARTE LE DONNE DA VENERE

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Di seguito brani tratti da “Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere” di John Gray.

Il libro sui rapporti di coppia più venduto nel mondo

Tanto tempo fa, i marziani e le venusiane si incontrarono, si innamorarono e vissero felici insieme perché si rispettavano e accettavano le loro differenze. Poi arrivarono sulla terra e furono colti da amnesia: si dimenticarono di prevenire da pianeti diversi.

John Gray, da “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”

Gli uomini e le donne pensano diversamente, vivono diversamente e soprattutto, parlano lingue diverse, per cui comportamenti simili assumono per gli uni e per le altre significati opposti. Ma allora comunicare è impossibile? Assolutamente no, anzi: capirsi può diventare persino un gioco nel momento in cui si è coscienti delle diversità fra uomo e donna.

John Gray, da “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”

Quando un uomo sperimenta i suoi limiti, si sente spinto a dar di più.
John Gray, da “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”

Se una donna ha bisogno di tenerezza e dolcezza dal suo compagno e tende a dargliene a sua volta, sbaglia, perchè così facendo dà a lui ciò che vuole per se stessa….invece deve comprendere che l’uomo ragiona in maniera diversa da lei e mentre per lei la tenerezza è essenzale per lui lo sarebbe allo stesso modo l’apprezzamento o l’ammirazione per ciò che fa!

John Gray, da “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”

Un rapporto di coppia è come un giardino, Per crescere rigoglioso deve essere annaffiato regolarmente. Ha bisogno di cure particolari a seconda della stagione e del clima. Bisogna deporre i semi ed estirpare le erbacce. In modo analogo, per mantenere viva la magia dell’amore è necessario che ne comprendiamo le stagioni e dedichiamo cure adeguate alle speciali necessità dell’amore stesso.
John Gray, “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”

Dal Libro:

“Quando Tom torna a casa, vuole rilassarsi leggendo il giornale. E’ stressato a causa dei problemi irrisolti della giornata e trova sollievo nell’accantonarli.
Anche sua moglie Mary vuole rilassarsi dopo una giornata pesante. Lei, tuttavia, aspira a trovare sollievo parlando dei suoi problemi. Tra di loro, la tensione cresce fino a trasformarsi in risentimento.
Tom è segretamente convinto che Mary parli troppo, mentre sua moglie si sente ignorata. Se non arriveranno a capire le differenze esistenti tra loro, si allontaneranno sempre di più.
E’ probabile che abbiate riconosciuto questa situazione, perché è solo una delle tante in cui si trovano in contrasto gli uomini (i “marziani”, secondo la definizione del Dr. John Gray, esperto della coppia ed autore del best seller “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”) e le donne (le “venusiane”).
Una delle principali differenze esistenti tra uomini e donne è il loro modo di affrontare lo stress.
Gli uomini tendono a chiudersi sempre più in se stessi e a concentrarsi sul problema, mentre le donne tendono a sentirsi sopraffatte ed emotivamente coinvolte. L’uomo si sente meglio se risolve i problemi, la donna se ne parla.
Quando un uomo è turbato, non parla mai di ciò che lo preoccupa. A differenza delle donne, non accollerebbe mai ad un altro uomo il suo problema a meno che l’assistenza dell’amico non gli sia necessaria per risolverlo. Diventa invece estremamente silenzioso e si rifugia nella sua caverna privata per riflettere sul problema ed esaminarlo da ogni angolazione alla ricerca della soluzione. Quando l’ha trovata, si sente molto sollevato, abbandona la caverna ed è pronto al dialogo con la sua donna.
Quando una donna è stressata, invece, trova sollievo nel rivolgersi a qualcuno di cui si fida, rendendolo partecipe del suo disagio e illustrandogli nei dettagli le difficoltà della giornata. Se si sentono sopraffatte dalle difficoltà, le donne traggono beneficio dal rendere gli altri partecipi del loro disagio. E’ questa la loro natura.
L’incapacità di capire e accettare queste differenze crea nei nostri rapporti delle frizioni, che possono minare seriamente la stabilità del rapporto di coppia.
Quando un uomo è chiuso nella sua caverna, è incapace di dare alla sua compagna l’attenzione che desidera. In quel momento egli pensa esclusivamente a risolvere – da solo – il suo problema. Per lei è difficile accettarlo perché non si rende conto del grado di stress a cui lui è sottoposto. Se alla sera il suo compagno le parlasse dei suoi problemi, riuscirebbe a mostrarsi più comprensiva, ma lui rimane chiuso in se stesso e lei finisce col sentirsi ignorata. Capisce che il suo compagno è turbato, ma erroneamente presume che lui non le voglia bene perché non le parla.
Allo stesso modo, spesso anche l’uomo fraintende l’atteggiamento della donna di fronte allo stress. Pertanto, quando la donna vuole sfogarsi parlando dei suoi problemi, egli pone resistenza, dà per scontato che lei lo ritenga responsabile delle sue difficoltà. Maggiori sono i problemi, più – indirettamente – egli si sente rimproverato. Non capisce che lei trova semplicemente sollievo nel parlarne. Non sa che gli basterebbe ascoltarla per guadagnarsi la sua riconoscenza.
Ma allora le divergenze rendono impossibile un rapporto sereno e duraturo? Affatto. Le differenze non dividono, se alla base del rapporto c’è la consapevolezza. Comprendendo le dinamiche che regolano le relazioni tra uomini e donne, entrambi i sessi riusciranno a vedere il mondo con gli occhi dell’altro e – piuttosto che aggravare una ipotetica situazione di stress – saranno complici dell’altro nella sua risoluzione, con forti ripercussioni positive sul benessere e sulla serenità della vita di coppia!